Boris Cherny, creatore di Claude Code, condivide dieci consigli d'uso tratti direttamente dal team Claude Code di Anthropic. Precisa fin dall'inizio che non esiste un metodo unico e incoraggia la sperimentazione.
Parallelismo tramite git worktrees: il consiglio numero uno del team è utilizzare da 3 a 5 git worktrees contemporaneamente, ciascuno con la propria sessione Claude. Questo approccio viene identificato come il maggiore guadagno di produttività. Alcuni membri del team creano alias di shell (za, zb, zc) per navigare rapidamente tra i worktrees, mentre altri mantengono un worktree dedicato all'analisi dei log e a BigQuery.
Modalità plan sistematica: per ogni attività complessa, il team raccomanda di iniziare in modalità plan e di investire lo sforzo necessario affinché Claude possa implementarla in un solo passaggio. Una pratica consiste nell'usare un Claude per redigere il piano, poi un secondo per rivederlo con l'occhio di uno "staff engineer". Non appena un'implementazione devia dal percorso, si torna immediatamente alla modalità plan invece di insistere.
CLAUDE.md come memoria evolutiva: dopo ogni correzione, si chiede a Claude di aggiornare il proprio file CLAUDE.md affinché l'errore non venga ripetuto. Claude risulta particolarmente efficace nello scrivere le proprie regole. Un ingegnere fa sì che Claude mantenga una directory di note per attività/progetto, aggiornata dopo ogni PR.
Skills e comandi personalizzati: qualsiasi azione ripetuta più di una volta al giorno merita di diventare una skill o uno slash command. Esempi citati: /techdebt per identificare codice duplicato, un comando che sincronizza 7 giorni di Slack, GDrive, Asana e GitHub in un unico contesto, oppure agenti in stile analytics-engineer per dbt.
Correzione autonoma dei bug: si attiva il Slack MCP, si incolla un thread di bug e si dice semplicemente "fix". Oppure si chiede "Go fix the failing CI tests" senza gestire ogni dettaglio. Claude gestisce anche il troubleshooting tramite docker logs su sistemi distribuiti.
Tecniche di prompting avanzate: si chiede a Claude di agire come revisore ("Grill me on these changes"), di dimostrare che il codice funziona tramite un diff tra branch, oppure di rifare un'implementazione mediocre con "implement the elegant solution".
Ambiente terminale ottimizzato: il team predilige Ghostty per il suo rendering sincronizzato e il supporto unicode. Utilizzano /statusline per visualizzare il contesto e il branch git, schede colorate per attività e la dettatura vocale (fn x2 su macOS) per prompt 3 volte più veloci.
Subagents e analytics: si aggiunge "use subagents" alle richieste complesse per delegare potenza di calcolo. Il team utilizza Claude con la CLI di BigQuery (bq) per tutte le proprie query analitiche e non scrive SQL a mano da oltre sei mesi.
Apprendimento continuo: si attiva lo stile "Explanatory" o "Learning" in /config, si generano presentazioni HTML o diagrammi ASCII per comprendere il codice, e si crea una skill di ripetizione spaziata per consolidare l'apprendimento.