Vai al contenuto

root / tags / plugin

#plugin

5 fiches

Agenti di codifica IA e Skills Traduzione verificata automaticamente

DeepSeek Harness developer preview: Everything is a plugin

Pagina prodotto ufficiale di **DeepSeek**, pubblicata il **13 agosto 2026**, **non firmata**, di circa 450 parole, che annuncia il rilascio in *developer preview* di **DeepSeek Harness** (`dsh`) — un harness per agenti di coding **open source con licenza MIT**, il cui repository è stato aperto lo stesso giorno. Una tesi in tre parole, ripetuta nel titolo e nella descrizione del repository: *« Everything is a plugin »*, affiancata da una seconda promessa, *« Every run is traceable »*. La pagina enuncia l'equazione *« AGENT = MODEL + HARNESS »* ed elenca le capacità innestabili come plugin — *« models, tools, skills, sessions, sandboxes, storage, loops, scheduling, and the UI »*. Vengono rilasciate quattro modalità: **modalità Standard** (agente di coding completo), **mode Code** (strumenti esposti tramite il *Code Mode SDK*, che permette al modello di comporre operazioni multi-step all'interno di un programma TypeScript), **mode Minimal** (*« two-tool coding agent with persistent bash and str_replace_editor »*, esplicitamente *« for benchmarking models in a minimal environment »*), e **modalità Creator** (ispezione a runtime, test di plugin in memoria). La sostanza tecnica risiede nel repository, non nella pagina: `docs/architecture.md` enuncia un invariante di logging — *« Model-visible means logged. Anything that reaches a model request must be reconstructable from the log, and a runtime invariant asserts it »* — e afferma che *« there is no privileged core to patch »*. Il nucleo tecnico non è farina del sacco di DeepSeek: DSH è costruito su **Cordis** (il progetto `cordiverse`, terza parte), **vendorizzato** in `vendor/` con un manifesto e una procedura di sincronizzazione, e la pagina colloca il *« Cordis paper »* allo stesso livello di navigazione di "GitHub" e "Developer docs". Vengono rilasciati due adapter LLM — `dsh-llm-deepseek` e `dsh-llm-pi-ai`, un adapter generico multi-provider. Il repository avverte in maiuscolo: *« THERE WILL BE COMPATIBILITY-BREAKING CHANGES »*, e `CLAUDE.md` specifica che `SESSION_FORMAT_VERSION` resta a `0` *« with no compatibility promise »*, con i backend che rifiutano i vecchi formati su disco. Cronologia: DSH viene rilasciato lo stesso giorno in cui **DeepSeek-V4-Pro raggiunge la GA**, tre giorni prima dell'entrata in vigore di un nuovo listino prezzi API il **16 agosto 2026 alle 16:00 UTC**, con tariffe di picco/fuori picco e uno sconto fuori picco del **−50%**.

#DeepSeek Harness#dsh#harness per agenti

**DeepSeek** (DeepSeek AI, laboratoire chinois) · en tant qu'institution. Page produit **non signée** : aucun auteur · aucun ingénieur mis en avant · aucun billet de blog ni papier technique associé. Le « nous » n'apparaît qu'une fois · en dernière phrase — *« We look forward to exploring the limits of intelligence with developers worldwide »*. Publiée le **13 août 2026**. La page est rendue en JavaScript : `curl` sur l'URL renvoie **HTTP 202 avec un corps vide** · le texte n'existant qu'après exécution du bundle. Deux documents de politique sont liés en pied de page — *Safe Use Policy* et *Data Processing Statement*.

Qualità e Sicurezza Traduzione verificata automaticamente

I built a marketing AI operating system for a 60-person team. The most valuable thing in it is the part that refuses to write.

Resoconto di esperienza pubblicato su **LinkedIn Pulse** il **12 agosto 2026** da **Guillaume Dumortier**, nella sua newsletter *Growth Marketing Fit*, con il sottotitolo *« Four layers, a lot of rebuilding, and the failure modes nobody warns you about »*, ~2.500 parole. Il tema: un sistema AI interno costruito **in Claude** per un team marketing di una sessantina di persone — una trentina di **skill** di contenuto e vendita, una dozzina di **moduli source-of-truth**, **sette agenti, sei dei quali esistono solo per verificare il lavoro anziché produrlo**, un **plugin** per chi vive nel terminale, un'**applicazione browser** che porta la stessa conoscenza a tutti gli altri, e un'orchestrazione che concatena tre o quattro asset in un *campaign bundle*. La tesi è posta fin dall'inizio: la qualità di un output AI non si determina al momento della generazione, ma da ciò che il sistema sa prima di iniziare e da ciò che accade alla bozza in seguito — *« The generation step in the middle is the easy part. It's also the only part most teams have built. »* Da qui quattro livelli: **Truth** (quasi nessuno lo costruisce), **Production** (tutti), **Verification** (quasi nessuno), **Internal distribution** (*« where good systems die of neglect »*). Due meccanismi di fallimento sostengono l'articolo. **(A) Il « pass » a mondo chiuso nudo del verificatore**: un fact-checker basato sulla documentazione di prodotto riceve una bozza contenente un'affermazione su un altro prodotto, che le sue fonti non coprivano — restituisce un *« pass »*, non perché l'affermazione fosse vera ma perché nulla la contraddiceva. *« It didn't just miss the error, it certified it. »* Correzione: vietare un verdetto nudo e richiedere che ogni rapporto dichiari la propria **copertura** — quante affermazioni sono state controllate, quante corrispondevano a fonti, quali cadevano fuori dalla sua giurisdizione, quali non erano possedute da nessuna fonte. *« "I can't verify this" became a first-class result. »* **(B) La contraddizione tra asset**: due asset possono essere ciascuno individualmente corretto, ciascuno riconducibile a una fonte reale, e comunque contraddirsi a vicenda — il comunicato stampa indica una data, il post del blog un'altra, entrambi passano, il bundle non può essere pubblicato. *« Per-asset verification can't catch that, by construction. »* Clausola conclusiva dell'articolo: *« The generation is free. The trust is the product. »*

#Guillaume Dumortier#Growth Marketing Fit#LinkedIn Pulse

**Guillaume Dumortier** — auteur de la newsletter LinkedIn **Growth Marketing Fit** (~1 300 abonnés à la publication). Il écrit en **praticien-constructeur** : il a passé *« une longue partie de cette année »* à bâtir et exploiter le système décrit. La légende de l'illustration précise le socle technique — *« A custom-built Marketing AI OS within Claude »*. Publié le **12 août 2026**.

Agenti di codifica IA e Skills Traduzione verificata automaticamente

Agent Plugins package your skills, tools, and more

Annuncio di **Google** del **6 agosto 2026**: Google aderisce come **Core Maintainer** alla specifica **Agent Plugins 1.0.0**, un formato di packaging aperto e *vendor-neutral* per distribuire insieme **Agent Skills** e **MCP servers**. La specifica è stata pubblicata da un **TSC** i cui Core Maintainer provengono da **Amazon, Cursor, Microsoft, OpenAI e Vercel**; Google li raggiunge, rappresentata da **Kevin Hou** (Senior Staff Engineer, Google DeepMind). I due mattoni impacchettati — Agent Skills e MCP — provengono da **Anthropic**, che non compare in questo elenco di maintainer. **La diagnosi** sta in una frase: *"The core problem isn't the components. It's the manifest."* Una skill è portabile, un server MCP è portabile; il contenitore che li racchiude non lo è, e ogni client ha dovuto inventarlo da sé — da cui i fork, le copie di componenti identici e la loro deriva. **Il formato** sta in un vincolo: *"A plugin is a directory. That's the whole idea, and the restraint is the point."* Un `plugin.json` con due righe utili (`$schema` e `name`), le skill in `skills/` nel formato Agent Skills, i server dichiarati in `mcp.json` con un **`type` esplicito su ogni voce** (stdio, Streamable HTTP, o il legacy HTTP+SSE) — niente più trasporto dedotto dalla forma dell'oggetto di configurazione. La forza del design sta in ciò che il manifest **non può** fare: né rilocare i componenti né dichiararli inline, quindi non esiste un percorso di discovery da configurare né un ordine di precedenza da imparare. Corollario operativo: i componenti **falliscono in modo indipendente** — un server `mcp.json` che non riesce ad avviarsi non trascina con sé le skill del plugin, il client salta la voce, prosegue e segnala il fallimento. La via di fuga accettata è la directory **reverse-domain** (`com.example.client/`), uno spazio di estensione posseduto interamente da un client (hook, agenti, comandi) che gli altri client ignorano: *"the portable core stays small because the non-portable parts have somewhere legitimate to go."* Una sezione è dedicata ai casi in cui il formato non è giustificato — *"Not every skill should be a Plugin"*: un singolo server MCP per un singolo client, `mcp.json` basta; una singola skill non necessita di alcun plugin. Ciò che v1 esclude esplicitamente, sotto *future considerations*: **nessun meccanismo di installazione, nessun protocollo di distribuzione, nessun modello di permessi, nessun requisito di sandboxing, nessuna verifica di fiducia o provenienza, nessuna UX**. Tutto questo rientra in uno stack a quattro livelli adottabile in modo indipendente — **trovare** (Agentic Resource Discovery), **descrivere** (AI Catalog, che dovrebbe registrare il tipo `application/agent-plugins+json`), **impacchettare** (Agent Plugins), **eseguire** (MCP + Agent Skills). Due prodotti Google sono già disponibili: **Agents CLI** e **Data Agent Kit** (BigQuery, Spanner, Cloud SQL).

#Agent Plugins#Agent Plugins 1.0.0#specifica aperta

Trois signataires · répartis sur trois entités Google :