Sesto capitolo sull'ADLC: Williams descrive la fase P7 "Distill" come la componente che riduce il costo a ogni esecuzione. Due metà: semplificazione post-merge (dedurre dopo che il codice esiste, non prima — "deduplicare prima che il codice esista è speculativo") e estrazione delle lezioni (una "lesson foundry" trasforma i riscontri ricorrenti in regole di lint, skill e nuove domande di interrogazione). Ogni lezione viene pagata una sola volta, poi retrocessa da rilevamento probabilistico costoso a prevenzione deterministica gratuita. L'unità di conto corretta è "costo per modifica mergiata e verificata", e "un costo piatto è un fallimento".
Settimo e ultimo capitolo della serie ADLC: Williams presenta un toolkit open-source di diciotto strumenti costruiti *con* il ciclo stesso (loop build-prosecute-fix, agenti paralleli, un core congelato `@adlc/core` seguito da un fan-out — "pinned means merged"). Il nucleo dottrinale è "frontier-free": raggiungere obiettivi di precisione con modelli di fascia media (classe Opus/Sonnet/Haiku) anziché di frontiera, tramite cinque sostituzioni (la ricerca sostituisce l'intuizione, la scomposizione sostituisce l'orizzonte, l'accumulo sostituisce la presenza, la misurazione sostituisce la metacognizione, il divario generatore-verificatore mantiene il motore in funzione), con l'essere umano che resta il livello "di frontiera" ai due gate di specifica. Filo conduttore della serie: "sostituire la fiducia con la struttura, e la struttura con la misurazione".