Il numero 352 di The Batch, la newsletter settimanale di DeepLearning.AI pubblicata l'8 maggio 2026, si apre con un editoriale di Andrew Ng intitolato "There Will Be No AI Jobpocalypse". Ng smonta la narrazione della disoccupazione di massa causata dall'IA, basandosi su dati macro: tasso di disoccupazione USA sano al 4,3%, assunzioni tech solide nonostante i notevoli progressi nell'ingegneria del software.

Invece di confutare la narrazione con i soli numeri, Ng individua tre motori strutturali della narrazione del jobpocalypse. Primo motore — incentivi tecnologici: i laboratori IA traggono vantaggio dal presentare la propria tecnologia come trasformativa-dirompente. Raccolgono più finanziamenti, attraggono più talenti, vedono le proprie valutazioni salire. Più credibile è il timore della sostituzione, più giustificato appare il valore attribuito ai modelli. Secondo motore — potere di determinazione dei prezzi: i fornitori di IA enterprise applicano 10.000+ $ all'anno ai propri clienti ancorando il pricing allo stipendio del dipendente che il loro prodotto dovrebbe sostituire, anziché al pricing SaaS tradizionale (per postazione / per utilizzo). È la versione finanziaria dello spostamento service-as-software: se il prodotto "sostituisce un dipendente da 80.000 $/anno", 20.000 $/anno sembrano ragionevoli. Terzo motore — comunicazione aziendale: le imprese riformulano i propri licenziamenti come "efficienza IA" piuttosto che riconoscere le assunzioni eccessive dell'era pandemica del 2020-2022. Questa narrazione è vendibile ai mercati e al pubblico, mentre ammettere un errore strategico pregresso è scomodo.

Ng riconosce onestamente: "AI disrupts work". Ma capovolge la narrazione proponendo il neologismo "AI jobapalooza" (gioco di parole su Lollapalooza, festival → abbondanza). La sostanza: creazione di posti di lavoro nell'AI engineering e in campi affini, con competenze in evoluzione.

L'editoriale si inserisce in una serie contrarian caratteristica di Ng: smontaggio dei cicli di hype, difesa del pragmatismo ingegneristico contro gli annunci grandiosi. Il bersaglio implicito è Dario Amodei (Anthropic) e la sua previsione del 50% dei posti impiegatizi eliminati entro il 2030 — Ng fa notare, senza nominarlo, che Anthropic trae vantaggio dal promuovere questa narrazione.

Il tempismo è sorprendente: l'editoriale appare lo stesso giorno in cui David Wallace-Wells pubblica il suo ampio articolo sul NYT Magazine dedicato all'"AI Populism" e al contraccolpo anti-tech (l'episodio della molotov contro Altman, la sparatoria di Indianapolis). Una lettura speculare perfetta: Ng conduce un'analisi economica a sangue freddo degli incentivi che alimentano la narrazione, mentre Wallace-Wells documenta il panico popolare emotivo che essi alimentano.

La posta in gioco per Ng non è meramente intellettuale: proteggere i decisori e i lavoratori da decisioni affrettate (licenziamenti preventivi, panico, disperazione individuale) innescate da una narrazione che serve principalmente i fornitori di IA.