Yves Caseau, Chief Digital Officer di Michelin, offre una riflessione sfumata sull'evoluzione dei ruoli IT di fronte all'emergere dell'IA generativa per il codice. Lungi dal prevedere l'obsolescenza degli sviluppatori, egli immagina una trasformazione profonda ma strutturata dei ruoli.
L'IA trasforma l'architettura software
In primo luogo, l'IA generativa trasformerà l'architettura software abilitando l'orchestration agentique. I sistemi futuri serviranno simultaneamente esseri umani e agenti autonomi. Tuttavia, questa evoluzione non elimina la programmazione: ne cambia semplicemente le modalità. Le interfacce utente tradizionali delle applicazioni SaaS saranno alleggerite o scompariranno, sostituite da servizi backend flessibili. Ciononostante, programmare resta un'attività complessa che richiede rigore e logica, indipendentemente dal linguaggio utilizzato—che sia Python, Java o linguaggio naturale.
Emergono tre categorie di professionisti
In secondo luogo, l'ingegneria dei sistemi mantiene un'importanza vitale. Emergeranno chiaramente tre categorie di professionisti. I Computer System Engineers continueranno a costruire architetture fondamentali in codice tradizionale assistito dall'IA, gestendo le dorsali critiche dei sistemi. I Solutions Engineers programmeranno principalmente in linguaggio naturale per orchestrare agenti e comporre soluzioni complesse. I Citizen developers otterranno accesso a sistemi sofisticati senza competenze IT avanzate, democratizzando la creazione di applicazioni.
Allo stesso tempo, i compiti relativi alle interfacce utente affronteranno tre destini distinti: i compiti semplici scompariranno, assorbiti dall'intermediazione agentica; i compiti di media complessità migreranno verso strumenti no-code accessibili; solo i casi veramente complessi resteranno affidati al personale IT professionale.
Il contesto resta sovrano
In terzo luogo, scrivere codice diventa relativamente banale rispetto alla manutenzione del software. L'adattamento dei sistemi dipende profondamente dal contesto: le origini dei cambiamenti (utenti, processi di business, ambiente tecnico), l'impatto dei legacy systems, la complessità intrinseca del business. La transizione verso l'approccio agentico è generalmente sovrastimata nel discorso pubblico, mentre l'inerzia dei legacy systems è sistematicamente sottostimata.
Caseau osserva acutamente che ogni livello storico di astrazione ha raggiunto i propri limiti—dall'assembler al C, dal C ai linguaggi ad alto livello, dal procedurale all'orientato agli oggetti. Il linguaggio naturale, pur essendo potente per l'orchestrazione, non costituisce sempre un linguaggio di specifica ottimale. A volte, specificare con precisione un sistema richiede tanto lavoro cognitivo quanto programmarlo direttamente.
Una visione equilibrata
Questa visione equilibrata riconosce l'impatto trasformativo dell'IA preservando al contempo i fondamentali dell'ingegneria del software: la gestione della complessità, un'architettura robusta e una comprensione approfondita del contesto di business restano competenze inalienabili. L'astrazione aumenta effettivamente, ma la responsabilità e la coerenza architetturale restano centrali—l'IA accelera la produzione ma non elimina né la complessità né la necessità di una competenza architetturale approfondita.